10 tipologie di cliente da evitare

27.08.2019 Riflessioni

Lavorare come freelance ha molteplici vantaggi: puoi gestire gli orari di lavoro a tuo piacimento, lavorare da qualunque angolo del mondo e puoi permetterti di rinunciare ad un cliente scomodo (bilancio personale permettendo, ovvio!).

Andiamo quindi ad analizzare quali sono le 10 tipologie di cliente da evitare se vuoi vivere tranquillo e cercare di lavorare in serenità.

10 tipologie di cliente da evitare

Cominciamo questa classifica partendo dall’ultimo posto:

10. Il cliente che chiede un preventivo “con urgenza” e poi sparisce

Il cliente ti chiama al telefono (non tenendo cura minimamente dell’orario e senza chiedersi se arrechi disturbo) e dopo le prime chiacchiere di circostanza, in cui ti spiega il suo geniale progetto, ti chiede un preventivo “urgente” per il giorno successivo perché deve iniziare subito la realizzazione del suo sito web.
Preso a compassione, ti fai la nottata per consegnargli il preventivo il giorno seguente, e a quel punto… lui sparisce, evapora nel nulla e dopo 6 mesi vedi che non ha alcun sito online, quindi tutta questa fretta evidentemente non ce l’aveva.

09. Il cliente che paga regolare, commissiona il progetto e poi si tira indietro

Ebbene sì, è capitato anche questo. Il cliente paga regolarmente tutte le fatture, tu termini il lavoro e, in attesa del suo controllo finale, prima di andare online, sparisce. Tu tenti di contattarlo, è tutto pronto, basta poco per terminare il lavoro che darebbe soddisfazione a tutti e scopri che, non risponde alle mail e si nega al telefono.
A quel punto ragioni sulle più svariate ipotesi, tra cui il suo decesso improvviso, e dopo tanti, ma tanti mesi eccolo che ricompare chiedendo a che punto sia il suo sito.
Quando gli fai capire che il sito web deve essere il suo strumento di lavoro e deve essere seguito costantemente, si rende conto e ammette di non avere tempo e volontà di gestirlo e piuttosto che cercare una soluzione di compromesso, rinuncia a metterlo online.

08. Il cliente che vuole sfondare ma non ha budget

In questa tipologia di cliente non c’è quasi mai cattiveria, ma sentendosi forte del suo prodotto, pecca molto di presunzione. Pretende di “spaccare l’internet” con la sua idea, vuole vendere 10.000 prodotti in un mese chiedendoti la garanzia dei risultati e quando arrivi al punto di spiegargli che deve investire un budget discretamente elevato per raggiungere il suo obiettivo, rimane allibito e “ti farà sapere”. 

È doveroso aggiungere che non è possibile dare per scontato che il cliente comprenda che ci sono tempi fisiologici anche per raggiungere gli obiettivi più semplici. È fondamentale accoppiare sempre un obiettivo con il suo tempo di realizzazione e la giusta strategia di marketing in quanto ci siamo trovati a dover spiegare (ed è difficile spiegare l’ovvio) come mai dopo pochi giorni che il sito fosse online, ancora non vedessero le proprie pagine uscire come risultati dalle ricerche di Google. Ci teniamo a specificare che non è tutta colpa del cliente, a volte noi diamo per scontato aspetti del nostro lavoro che non lo sono affatto, che invece con la giusta dose di consulenza web, possiamo sicuramente evitare problemi di questo tipo.

07. Il cliente che ti invita alle gare

Nel mondo della comunicazione alcune grandi aziende indicono delle gare per scegliere il loro prossimo fornitore.
In Italia, lo sanno tutti ormai, una buona parte di queste gare viene falsata e si sa già in anticipo chi vincerà. Ma se il cliente ti invita a partecipare, ti senti quasi in obbligo, e ti chiudi in una 24-48 ore di pura follia produttiva in cui coinvolgi anche tua madre per cercare di farti venire delle idee geniali, producendo materiale grafico e documentazione informativa e tecnica, sapendo già che tutto questo sforzo, nella maggior parte dei casi, si rivelerà una totale perdita di tempo.

06. Il cliente che ha “il cugino” bravo

Questi clienti sono famosi in tutti i settori, che stiano cercando un grafico o un fabbro, una volta presentato il tuo preventivo la risposta è già lì, servita su un piatto d’argento: “guarda ho mio cugino che è molto bravo, lo faccio fare a lui”. Ecco, se senti una frase del genere, scappa. Subito.
Non perdere altro tempo perché se sei bravo e lo convinci a lavorare con te, fidati che prima o poi ti rinfaccerà che comunque suo cugino lo avrebbe fatto meglio, e sarà una valida ragione per non pagarti il lavoro. Poi però tornerà, ah se tornerà, perché al cugino mancheranno sicuramente alcune competenze (vista la sconfinata vastità delle discipline web) e avrà usato temi di wordpress preconfezionati da 29€ e non sarà stato nemmeno in grado di cambiare il colore di un pulsante.

05. Il cliente che vuole fare da solo

I social network hanno cambiato il nostro modo di vivere e di lavorare, e su questo non c’è dubbio. Negli anni i social sono passati da semplici bacheche personali di condivisione di foto, a puri canali pubblicitari, ed è stata indispensabile e fisiologica la nascita di figure professionali che conoscessero lo strumento per poter aiutare le aziende a lavorare su queste piattaforme. Dopo questa premessa, puoi immaginare che l’utente medio, quando gli presenti il preventivo per un lavoro di social media marketing, ti guarda e fa: “ma lo faccio da solo! tanto sto su Feisbuk tutti i giorni”. E poi ti accorgi che cerca di gestire la sua azienda da un profilo privato.

04. Il cliente che critica il vecchio fornitore

A meno che non ci si trovi di fronte ad un evidente caso di pessimo lavoro, se il cliente non fa altro che criticare il precedente fornitore è molto probabile che farà lo stesso con te. Cerca di capire da subito se è stato veramente molto sfortunato in passato, oppure ha proprio un carattere di merda.

03. Il cliente che deve avere il totale controllo, anche su di te

Fai un incontro, poi ne fai un altro, poi mandi il preventivo, nel frattempo ti chiedono di fargli un post su Facebook “al volo” perché ha un evento e per cortesia glielo realizzi anche gratis, poi ti scrive che vuole rivederti per discutere del preventivo che “a monte va bene”, ma che deve essere rivisto in alcuni punti prima di essere totalmente approvato, e nel frattempo ti chiede “con urgenza” di lavorare su altre piccole cose…
A quel punto gli fai capire che senza un progetto approvato (anche per garantire professionalità e responsabilità) non è possibile inserire lavori estemporanei, sopratutto in urgenza, perché significherebbe compromettere un tempo già organizzato con i clienti acquisiti per far entrare tutto, quando fare entrare tutto non garantisce qualità.
Come andrà finire puoi immaginarlo: si tira completamente indietro probabilmente pensando di aver subito un torto alla sua persona.

02. Il cliente “amicone”

Siamo in Italia, ed è anche giusto che la metà dei nostri clienti provengano da amici degli amici dei figli dei cognati degli amici. Il famoso passaparola.
Dobbiamo sicuramente spezzare una lancia a favore del passaparola, che volente o nolente, ci permette di lavorare, ma come tutte le cose, ha i suoi pro ma anche i suoi contro.
Il contro principale più pericoloso è quello di non tenere alta la guardia della professionalità, ovvero di dimensionarci con un cliente che, presentato da un amico, diventa (per diritto di nascita!) a sua volta nostro amico, e l’errore è proprio insito nel definire il rapporto sbilanciato a favore dell’amicizia.
Questo vuol dire che, mentre ti metti a disposizione per essere quanto più presente e attento, nel momento in cui hai la necessità di imporre la tua professionalità, perché sai che garantisce un risultato, il cliente la vede come una chiusura.
È in quel momento che scopri che la disponibilità è stata confusa come pura e semplice amicizia da aperitivo. Rischi perciò che il cliente possa pensare che, senza apparente ragione, ti stia irrigidendo e potrebbe quindi reagire reputando ingiustificato il pagarti. E qui stiamo spoilerando la tipologia numero uno di cliente da evitare.

Prima di andare con la numero uno, ti lasciamo un mini elenco di situazioni che rappresentano una spia di allarme per la circostanza appena descritta.

Sintomatologia del cliente amicone, come riconoscerlo

  • Eccesso di appuntamenti in orari da aperitivo.
  • Chat di whatsapp che sostituisce completamente le comunicazioni via email o il telefono.
  • Imbarazzante numero di richieste di sconti per ogni tipo di lavoro, anche quelli gratuiti (!).

01. Il cliente che non paga

E siamo alla nota veramente dolente, perché, al di là del fatto che questa è una categoria a sé, è spesso la fine ingloriosa delle situazioni appena descritte.

A questo punto della lista, il non pagare non è la conseguenza di una situazione precedentemente descritta, questa tipologia di cliente decide volontariamente di non pagare. Al di là della nostra professionalità, della nostra disponibilità, di tutte le attenzioni dovute o aggiunte come valore al progetto, il cliente potrebbe aver deciso a priori di non pagare e qualunque nostro sforzo potrebbe risultare vano tanto che in alcune circostanze è necessario avvalersi di un aiuto legale.
In altre più sfortunate circostanze potresti trovarti di fronte all’evidenza di aver perso un valore economico senza possibilità di rimediare. 
Questa persona inoltre potrebbe arrivare a parlare male di te, del tuo lavoro (ma grazie al cielo ci sono le email!) tentando di fare “terra bruciata” intorno a te, ma piuttosto che accanirti e scendere al suo stesso livello, lo ringrazi. Sì, lo ringrazi perché in questo modo ti sta evitando di trattare con clienti simili a lui.

Che cosa fare?

La nostra coscienza dovrebbe considerare l’accaduto come “incidente di percorso” sapendo che, per la legge dei grandi numeri, siamo tutti soggetti a questo rischio.
Il consiglio è, se non hai modo di rivolgerti a un legale, di abbassare la testa, continuare a credere nella qualità del tuo lavoro sperando che il cliente successivo, a cui non toglierai la tua professionalità come reazione allergica per quanto di brutto accaduto con il precedente, sia un onesto lavoratore in grado di riconoscere il valore di un lavoro altrettanto onesto.

Che siate clienti o professionisti del digital, sappiate che l’abbiamo buttata a ridere (nonostante sia, purtroppo, tutto testato sulla nostra pelle!) perché sappiamo che il lavoro è denso di queste situazioni che vedono comunque spostare la bilancia a volte dalla parte del cliente, a volte del fornitore, nessuno è perfetto.

L’unica categoria da di cliente da evitare è la numero 1, per tutto il resto possiamo farcene una ragione, imparare dalle esperienze, tenere alta la guardia e sopratutto… farsi firmare i preventivi!

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