Italiani del Belgio

Web documentary promosso da National Geographic, che vuole presentare la realtà degli italiani che si spostati in Belgio nel corso del XX secolo.

Italiani del Belgio

Italiani in Belgio è il primo di una (possibile) serie di web documentary che vuol presentare la realtà degli italiani che si sono mossi dalla loro nazione verso altre nazioni d’Europa nel corso del XX secolo. Un reportage di altissimo livello stilistico e culturale realizzato con la massima cura per ogni dettaglio, per ogni particolare. La qualità della parola scritta, dell’immagine e delle riprese video sono un’eccellente prova di dedizione e professionalità e queste sono state parte delle ragioni che ci hanno mosso a prendere parte al progetto e a poter realizzare una struttura del tutto innovativa.

La sfida
Tempi stretti e la richiesta di un elevatissimo standard di qualità della struttura del codice, a braccetto con l’evidente difficoltà di gestire una vera e propria libreria di centinai a di fotografie e decine di video, hanno definito i termini della sfida.
Dopo un’attenta quanto rapida valutazione è stato scelto di prendersi in carica il progetto, che, per noi, significa garantire il risultato.

Realizzare quello che è a tutti gli effetti un vero e proprio canale video senza poter usufruire dei benefici di un canale youtube in appoggio o di plugin precostituiti ci ha posto nella condizione di dover (e voler) scrivere il codice da zero, creando a tutti gli effetti una piattaforma che fosse non solo performante ma che, allo stesso tempo desse al cliente modo di controllare i contenuti tramite un pannello e poter essere SEO optimized nonché in accordo con le regole di sharing dei social.

La tecnica
Non vi sveleremo certo il trucco, se così si può chiamare, con il quale abbiamo reso possibile tutto questo in soli 6 mesi di effettivo lavoro, tutto incluso, dal brainstorming iniziale alla consegna per la pubblicazione.
Quello che possiamo dirvi è che la scelta è stata quella di adottare una tecnologia Angular di Google. Una struttura creata utilizzando, se così si può dire, l’esperienza di chi sicuramente ne sa più di noi: Google.
Il risultato è stata una struttura leggerissima in grado di gestire “at runtime” una serie di funzioni lasciate in moano ad ogni singolo visitatore, di navigazione della playlist, riavvolgimento del video, salti interni al video in avanti e indietro, stop dei video con intermezzi, sovrapposizione di azioni, lettura e ascolto e moltissimo altro.
Un caricamento intelligente dei video senza appesantire né il browser del visitatore né il Server.

Certo è che il progetto deve essere goduto da uno schermo che sia in grado di valorizzare il contenuto e le funzioni di navigazione tanto che per gli smartphone è stato creato un fallback apposito per non compromettere il gusto di un esperienza audio/video/foto/testo tanto importante e dall’elevato impatto stilistico, non solo di contenuto.

Some fragments

...e ancora

Moltissimi sono gli aspetti, sia tecnici che logici, di questo progetto, di cui si potrebbe fare una "case study", basterebbe nominare la possibilità di condividere sui social qualunque capitolo delle playlist e, al contrario, provenendo dai social, far iniziare il documentario da un qualunque capitolo delle playlist (3). Si potrebbe parlare di come le richieste asincrone determinino il flusso della navigazione personale di ogni singolo utente e cerchino di prevedere il successivo step andando a pre-caricarlo per offrire "prontezza" e nessun ritardo.

Si potrebbe parlare ancora molto di ogni singolo aspetto di un progetto, che non è una semplice lettura dall'alto verso il basso di una pagina web, ma piuttosto che annoiarvi preferiamo chiedervi di toccare con mano l'esperienza e semplicemente chiedervi: "Vi piace?"

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